Io e Darko · Dalla vita vera
Vacanze con il cane di taglia grande: dove, come, cosa portare
Mi chiamo Patrizia e da nove anni, da quando c'è Darko, un pastore tedesco alsaziano di quarantacinque chili, "andiamo in vacanza" vuol dire una cosa sola: andiamo in un posto dove può venire anche lui. Se il posto non c'è, non si parte. Qualcuno la chiama rinuncia. Per me è responsabilità: Darko non mi ha chiesto di entrare nella mia famiglia, l'ho scelto io. Quindi sono io che devo pensare anche per lui quando organizzo la mia vita. Questo non è un manuale di viaggio. È come faccio io le vacanze con il cane, un cane grande, con le sue abitudini e il suo carattere.

"Animali ammessi" non vuol dire niente
Una volta avevo trovato la casa che volevo. Bella, con il giardino, "animali ammessi". Non la presi. Perché "animali ammessi" vuol dire solo che non ti cacciano se arrivi con un cane. Non vuol dire che il tuo cane ci può vivere. Quell'anno in quella zona non trovai niente di recintato, e rimandai la vacanza. Non avrei sopportato di perderlo, anche solo per un'ora, in un posto che non conosco.
Da allora, prima di prenotare, controllo tre cose. La recinzione: deve esserci, tutta intorno, senza buchi, e chiedo le foto, perché un cane grande trova il buco che tu non vedi. Se la risposta è "c'è la siepe", non basta. Se è "è tutto aperto ma tranquilla, qui non passa nessuno", non parto.
Poi dico chiaramente a chi affitta che cane porto: razza, taglia, peso, carattere. E sento cosa risponde. Se esita, cambio casa. Meglio un "no" al telefono che una discussione all'arrivo.
E lo spazio. Un pastore tedesco ha bisogno di spazio per muoversi, dentro e fuori. Un monolocale "dog friendly" al terzo piano, per un cane grosso, non è una vacanza: è una prigione elegante. Quando ho un dubbio, non prenoto. Il dubbio, in vacanza, diventa un problema.
La sua valigia la faccio prima della mia
Non per affetto: per non dimenticare niente. Quello che manca a lui, in vacanza, non si compra con la stessa facilità.
Dentro ci vanno la pappa, la sua di sempre, perché le vacanze non sono il momento di cambiare cibo. Le ciotole. Le palline, due, ovviamente, perché con una sola non me la restituisce. La cuccia, o almeno la sua coperta: l'odore di casa lo tranquillizza in un posto nuovo. I beverini per l'acqua in viaggio, i biscottini, i suoi saponi, perché ha il pelo lungo e la pelle delicata e il bagnoschiuma dell'hotel non va bene. I teli da mare, per lui. E la museruola. Non mi fa piacere, e Darko non la ama, ma in certi posti è obbligatoria e certi traghetti non ti fanno salire senza. Meglio averla in borsa che restare a terra.
E i documenti: libretto sanitario, vaccini, microchip. Se si va all'estero, quello che chiede il paese, da controllare mesi prima, non giorni. Lo so bene: quando ci siamo trasferiti a Dubai, di documenti, certificati e vaccini ce ne sono voluti tanti.
In auto: il suo posto, e una sosta ogni ora
In auto Darko ha il suo posto, il bagagliaio, attrezzato per lui, con il suo telo e lo spazio per sdraiarsi. È la sua casa in movimento: lo sa, ci sale, si sistema.
Ci fermiamo ogni oretta. Non quando ne ho bisogno io: ogni ora. Si scende, si fanno i bisogni, due passi, si beve, si riparte. Un cane grande in auto per tre ore di fila non è un cane che dorme: è un cane che sopporta. E io non voglio che sopporti.
Una cosa che dico a tutti: l'auto si impara prima. Non si parte per la prima volta con un viaggio di cinque ore. Si fanno i giri brevi, a casa, nei giorni prima, finché l'auto per lui è un posto normale. Darko l'ha imparata da cucciolo e oggi, quando dopo le valigie vede il guinzaglio, sale da solo. La valigia per lui significa "qualcuno sta partendo". Il guinzaglio significa "anche tu".
Sull'aereo dico solo questo: l'ho fatto due volte, Italia–Dubai, con Darko in stiva, per un trasloco. Sette ore io sopra e lui sotto, e io che chiedevo in continuazione alla hostess se stesse bene. Non lo farò più. Non perché sia andata male, ma perché ho visto quanto gli costa, e con l'età la paura cresce.
Il primo giorno si resta a casa
Arrivati, Darko fa una cosa sola: il giro della casa. Tutta. Camere, bagni, cucina, giardino. Annusa, guarda, capisce dove dormo io. Poi si sistema. Una volta capito dov'è il suo posto e dov'è il mio, il posto nuovo è già casa.
Io lo lascio fare. Non lo chiamo, non lo trattengo, non gli faccio fare il bagno al mare "tanto per cominciare". Il primo giorno niente gite, niente ristorante, niente amici. Si disfano le valigie, si mangia lì, si sta insieme, e io controllo la recinzione di persona, tutta, anche se me l'hanno garantita. La vacanza comincia il secondo giorno. Quella di Darko, almeno, e quindi anche la mia.
E la prima notte dorme dove dorme a casa: accanto a me. Non è il momento di cambiare le regole.
Il caldo e il mare
L'estate, per un cane grande e peloso, è il nemico numero uno. Lo so bene: vivo parte dell'anno a Dubai, dove il giardino per mesi è solo da guardare, e Darko esce la mattina presto e dopo le undici di sera, quando l'aria si è raffreddata e la strada è nostra. Un pastore tedesco che vive di notte: si è adattato lui, e mi sono adattata io.
In vacanza vale la stessa regola, solo più severa, perché il posto non lo conosci. Le ore centrali si passano al fresco, le passeggiate si spostano all'alba e alla sera, e l'asfalto si prova con la mano: se non ce la tieni cinque secondi, lui non ci può camminare.
Il mare poi è un capitolo suo. Darko con l'acqua ha un rapporto d'amore da sempre: a casa si sdraia sotto il getto del tubo e continua a morderlo. Ma il mare non è il tubo di casa: c'è il sole, la sabbia che scotta, gli altri. Quindi spiagge dove i cani sono ammessi davvero, ombra vera e non il bordo dell'ombrellone, acqua dolce da bere sempre con noi, i suoi teli, e il bagno nelle ore giuste. Non si chiede al cane di adattarsi alla vacanza: si sceglie la vacanza guardando il cane.

La mia lista: vacanze con il cane grande
- Prima di prenotare: recinzione tutta intorno e senza buchi (chiedere foto), spazio vero dentro e fuori, un posto fresco per le ore calde, il veterinario più vicino.
- Dire a chi affitta razza, peso e carattere. Se esita, cambio casa.
- Valigia sua: pappa di sempre con due giorni di scorta, ciotole, beverino, coperta di casa, palline, biscottini, saponi e spazzola adatti, teli, guinzaglio più uno di riserva, museruola, sacchetti, medicine e antiparassitario, libretto e documenti.
- In auto: il suo posto pronto, acqua a portata di mano, sosta ogni ora, mai lasciarlo al sole, neanche cinque minuti.
- Se è la sua prima volta in auto: giri brevi nei giorni prima.
- Primo giorno a casa, niente programmi. Stessi orari di pappa e uscite. Prima notte dove dorme sempre.
- Passeggiate all'alba e alla sera, prova della mano sull'asfalto, ombra vera in spiaggia, acqua dolce da bere, sciacquarlo dopo il bagno.
- Al ristorante: chiedere prima, anche se c'è scritto "cani ammessi", tavolo d'angolo, la sua acqua, niente avanzi dal tavolo.
- Lasciarlo solo il meno possibile: in una casa che non conosce, per lui non è riposo, è abbandono.
A cosa ho detto di no (e cosa ho guadagnato)
Ci sono vacanze che non faccio più. Quelle in aereo, con lui in stiva, per il piacere: no. E i posti dove non c'è un posto adeguato per lui, dove dovrebbe restare legato o chiuso mentre io mi diverto. Quella non è una vacanza con il cane: è una vacanza senza il cane, con il cane vicino.
Non ho rinunciato al mare, alla campagna, ai viaggi in auto, alle case con il giardino. Ho rinunciato a un certo modo di andare in vacanza. Ho cambiato posti, ho cambiato date, una volta ho rimandato. Ho guadagnato un cane tranquillo e una me tranquilla. Non è un cattivo affare.
E a chi parte per la prima volta dico una cosa che non è un consiglio, ma una verità: la vacanza non sarà quella che avresti fatto senza di lui. Sarà un'altra. Più lenta, più attenta, con più soste e meno ristoranti. E al ritorno, guardandolo dormire, ti accorgerai che è stata una delle più belle.
Se il tuo cane è ancora piccolo, l'auto e le abitudini si costruiscono adesso: ho raccontato i primi mesi con Darko cucciolo. E se invece ha già qualche anno, le vacanze cambiano con lui: ne parlo in quando il pastore tedesco invecchia.
Buon viaggio, a tutti e due